Una delle grosse difficoltà del ruolo del Parlamentare consiste nel portare avanti il suo rapporto con il territorio. Prima di tutto bisogna capire cosa intendiamo per “territorio”: la Regione di appartenenza? La Provincia? Il paese intero? Oppure addirittura un contesto culturale senza barriere geografiche? La questione è difficile perché rimanda molto alla sfera personale di ognuno, alla sua storia ed alla sua formazione.
Personalmente intendo il mio legame con il territorio un modo per restare ben a contatto con la realtà, ai problemi della gente ed alle esigenze dei cittadini. Una connessione con il paese reale insomma, che mi permetta di muovermi nel contesto della politica nazionale mantenendo la consapevolezza di chi sono e da dove provengo.
Questa situazione potrebbe sembrare una banalità, ma è purtroppo molto facile per un politico lasciarsi trasportare dal proprio lavoro e ritrovarsi a vivere in una bolla in cui fatica ad entrare la consapevolezza dei veri problemi del paese.
Ogni volta che devo prendere una decisione importante cerco sempre di immaginarmi che decisione avrebbero preso i miei nonni nella stessa situazione, o come avrebbero reagito gli abitanti del piccolo paese di Barbania, dove ho avuto la fortuna di essere Consigliera Comunale e dove ancora abito. Molte volte per cercare il significato di “buon senso” non bisogna andare molto lontano.
Fin dal momento in cui sono stata eletta alla Camera dei Deputati ho dunque tentato di portare nell’agenda politica alcune iniziative mirate a portare sviluppo in una delle zone più belle del Piemonte ed in cui sono cresciuta: il Canavese. Da qui nasce l’impegno sulla proposta di legge che riguarda il sostegno alla filiera industriale della canapa, un tempo coltivata diffusamente sul nostro territorio, e il futuro dell’ex Poligono di tiro sito nella Riserva Orientata della Vauda (per il quale dopo aver bloccato il progetto sul fotovoltaico grazie al lavoro di squadra di istituzioni locali, associazioni e cittadini grazie ad un’interrogazione e soprattutto all’aiuto del Ministro Pinotti, ora stiamo anche studiando un progetto integrato dei comuni di servizio civile così da poter coinvolgere la cittadinanza attraverso alcuni giovani del territorio, nella costruzione del progetto di valorizzazione), fino all’attività nella commissione Trasporti, con il fine di migliorare le infrastrutture di quelle aree della nostra Regione che tanto stanno dando all’imprenditoria nazionale, ma che troppo poco hanno finora ricevuto in cambio.
Insieme agli stakeholders locali stiamo infatti cercando di costruire un vero e proprio Piano di Sviluppo Territoriale integrato tra il Canavese e le Valli di Lanzo che, partendo dai Trasporti ed il Turismo, ha già dato un primo risultato con la partenza dell’Erbaluce Express, una navetta che porterà i turisti da Torino al Canavese per scoprire le bellezze artistiche e le specialità enogastronomiche di questo affascinante territorio. Altri due temi strategici per il futuro di quest’area saranno sicuramente la formazione (per la quale il primo compito sarà cogliere insieme la sfida, lanciata con la Buona Scuola, dell’alternanza Scuola/Lavoro e l’Educazione digitale ed all’autoimprenditorialità) e l’attività industriale.
Insomma, un interessante lavoro di concertazione e costruzione di un percorso di valorizzazione condiviso tra rappresentanti istituzionali, datoriali, sindacali e delle associazioni, che possa arrivare a creare un “brand” con il quale ci si presenti all’esterno e che funga da volano per progettare lo Sviluppo futuro.
La nuova legge elettorale porta su questo piano una novità molto interessante, ha infatti diviso il territorio nazionale in differenti collegi, ognuno dei quali sarà rappresentato in futuro da un certo numero di parlamentari. Questo indirizzo va certamente nell’ottica di un maggior radicamento sul territorio di noi rappresentanti politici nazionali, notizia che mi sembra molto positiva, e che porterà sicuramente nuove sfide che sono pronta a cogliere.
Quello che vi ho raccontato è il mio pensiero, ma non può funzionare senza il contributo di tutti. Vi invito quindi a mantenere un dialogo sempre aperto con me, a segnalarmi le cose che non vanno bene, ma anche quelle che vanno bene (le buone notizie spesso ci indicano la strada più delle cattive). Io continuerò ad ascoltarvi, come ho fatto fin’ora, e ad imparare dal mio amato “territorio”.