Il nostro impegno sul servizio civile fa segnare un bilancio dell’anno estremamente positivo, ancor prima dell’approvazione della Riforma sul Terzo Settore, oggi all’esame del Senato.
Sappiamo che in questi ultimi anni il numero dei posti era diminuito progressivamente (addirittura nel 2012 non è stato pubblicato alcun bando di selezione). Se nel 2014 il numero di posti disponibili ammontava a sole 15.500 unità, dopo la presa in carico del tema da parte del Premier e dei parlamentari, nel solo 2015 il totale dei volontari già avviati o in fase di avvio ammonta a circa 49.500 giovani!
A fronte di 50mila posti ci sono state oltre 150mila domande. Si può dire che l’offerta ha attirato la domanda: i dati su cui ci si era attestati nell’ultimo triennio – 80mila domande circa – sono davvero cresciuti.
Un risultato incoraggiante ottenuto combinando il bando pre-esistente con quello di Garanzia Giovani, il programma di derivazione europea finalizzato all’abbattimento della disoccupazione giovanile.
Questo seme piantato nella riforma del Terzo Settore e la sfida lanciata dal Premier Renzi durante il nostro semestre di Presidenza Europea ci hanno permesso di avere già ora, grazie al progetto IVO4ALL, il primo pilota di cui l’Italia è capofila insieme a Francia e Regno Unito: un servizio civile europeo per 250 giovani, una buona pratica che parte dal nostro Paese.
Ovviamente per soddisfare questa “fame” di servizio civile (un’interesse stimolato senza bisogno di ricorrere all’obbligatorietà!) c’è bisogno di fondi.
Su questo fronte il 2016 si apre in prospettiva positiva. Con il decreto legge n. 185/2015 il Governo ha incrementato di 100 milioni la dotazione del Fondo nazionale per il Servizio Civile, dando concreta attuazione alle recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulla centralità del SCN, quale opportunità offerta a migliaia di giovani di contribuire alla difesa dei valori fondativi della Patria.
Buone nuove anche nella legge di stabilità, che stanzia risorse economiche per la lotta al degrado delle periferie urbane (commi 974 – 978). Il Servizio Civile Nazionale è stato individuato come uno degli strumenti attraverso cui attuare e rafforzare l’intervento dello Stato, con il coinvolgimento diretto delle associazioni operanti sul territorio ed i giovani volontari impegnati in progetti di cittadinanza attiva e inclusione sociale.
Nel corso dei lavori per l’approvazione della legge alla Camera, inoltre, sono stati accolti dall’aula anche due ordini del giorno legati ai fondi per il servizio civili nazionale. Uno, a mia prima firma, impegna il Governo a valutare di riportare nella prossima sessione di Bilancio il Servizio civile nazionale dall’attuale voce spesa a quella ritenuta più consona sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri, cambiando quindi la denominazione del programma Terzo Settore con la denominazione “Servizio Civile Nazionale”, come richiesto da vari enti di servizio civile e come ritenuto più consono in linea con la sua riforma e la sua natura di “difesa della Patria”.
Il secondo, che ho sottoscritto insieme ai colleghi Patriarca e Beni, impegna il Governo a realizzare il Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie mediante la realizzazione di specifici progetti di servizio civile nazionale, destinandovi adeguate risorse.
In proposito, sono felice per il recente accordo con i responsabili della gioventù e servizio civile della Francia, grazie al quale nel corso del 2016 sarà avviato il progetto pilota con il coinvolgimento di 100 giovani italiani e francesi che svolgeranno il loro SC in parte in Italia e in parte in Francia.
Di questi giorni anche la notizia dei 750 giovani coinvolti nei progetti legati al Giubileo della Misericordia, che verranno avviati in servizio il prossimo 3 febbraio, e l’imminente bando di progettazione per i “Corpi civili di pace“, che si svilupperà con i primi 200 volontari nelle aree di conflitto, a rischio conflitto o post conflitto, nonché di emergenza ambientale in Paesi esteri e in Italia.
Un 2015 di grande impegno, dunque, nella speranza di festeggiare, l’anno prossimo, i primi 15 anni della legge istitutiva del servizio civile proprio con l’approvazione della riforma sul terzo settore!