Come delegata nazionale PD al Servizio Civile ho una bellissima responsabilità, perché ho l’occasione di poter valorizzare uno strumento unico per la crescita personale e civica dei ragazzi.

La storia del Servizio Civile comincia nel 1972, con l’obiezione di coscienza alla leva obbligatoria, passa nel 2001 per la legge sul servizio civile volontario aperto alle donne e, a seguito della sospensione della leva obbligatoria per gli uomini, diventa un’esperienza aperta a tutti.

Per svolgere i suoi compiti fondamentali e la sua missione di solidarietà, però, il servizio civile ha bisogno del sostegno delle istituzioni.

C’è bisogno di superare le principali ragioni della crisi in cui si è impaludata la legge in vigore: poca chiarezza nella suddivisione delle competenze fra Ufficio nazionale e Regioni, il mancato riconoscimento delle competenze acquisite e di una prospettiva europea.

La mia idea iniziale di rilancio ed estensione dell’istituto viene accolta nelle “Linee guida per una Riforma del Terzo Settore”, sulle quali con il Governo abbiamo avviato un’ampia fase di coinvolgimento degli organismi del Terzo Settore, volontari e cittadini interessati.

Momenti di confronto e approfondimento grazie ai quali è nata la proposta di legge, che ho presentato insieme all’on. Davide Faraone, allora Responsabile Welfare e Scuola del PD, in occasione del Forum del Partito su politiche giovanili e servizio civile, lo scorso 21 marzo 2014.

Il Servizio Civile Universale – destinato a giovani italiani e stranieri dai 18 ai 28 anni e collegato alla “difesa della Patria” ex art. 52 della Costituzione – è stato concepito per avere una durata di 8 mesi (prorogabili di ulteriori 4). Negli ultimi 2 mesi è prevista la possibilità di un tutoraggio per la valutazione delle proprie competenze lavorative, nonché quella di uno scambio con paesi europei partner dove esiste già un servizio civile (come Francia e Germania), o con altre regioni italiane. I fondi sono assicurati attraverso una compartecipazione degli enti (attualmente enti pubblici e del Terzo settore), ma anche di realtà “profit”, che potranno partecipare al finanziamento dei progetti. Questa era la proposta originaria quasi interamente accolta dal governo.

Se nel 2014 il numero di posti disponibili ammontava a sole 15.500 unità, nel solo 2015 sono stati assicurati quasi 50.000 posti, un incremento di 34.500 unità, il 222,5% in più. Un risultato incoraggiante ottenuto combinando il bando pre-esistente con quello di Garanzia Giovani, il programma di derivazione europea finalizzato all’abbattimento della disoccupazione giovanile.

Grazie alle risorse già stanziate e in vista dell’approvazione della riforma del Terzo Settore – oggi all’esame del Senato– ci avviciniamo all’obiettivo prefissato di 100.000 posti per tutti i giovani che vivono in Italia, cittadini o stranieri, attraverso uno stanziamento totale di circa 600 milioni a regime dal 2017.

Questo seme piantato nella riforma del Terzo Settore e la sfida lanciata dal Premier durante il nostro semestre di Presidenza Europea, ci hanno permesso di avviare subito il progetto Ivo4All, il primo progetto pilota di cui l’Italia è capofila insieme a Francia e Regno Unito: un servizio civile europeo per 250 giovani, finalmente una buona pratica che parte dal nostro Paese.