Una grande novità renderà la vita più facile agli elettori italiani temporaneamente all’estero. Grazie al lavoro congiunto del Parlamento e del Governo, sostenuti dalla collaborazione con le associazioni Erasmus Student Network, FutureDem, Altre Prospettive e i Giovani Democratici, sarà infatti possibile per loro votare direttamente dal paese in cui stanno vivendo. Nella fase dei lavori che hanno preceduto la nuova legge elettorale è stata infatti approvata una interessante proposta, che coinvolge i cittadini che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano momentaneamente in un altro paese per un periodo di almeno tre mesi.

Nel caso in questo periodo ricada la data di svolgimento del Referendum, sia loro stessi che i familiari con loro conviventi, potranno partecipare al voto per corrispondenza organizzato dagli uffici consolari italiani ricevendo la scheda al loro indirizzo all’estero.

Per partecipare al voto all’estero, tali elettori dovranno – entro l’8 ottobre 2016 (ATTENZIONE, prorogato al 2 novembre) – far pervenire AL COMUNE d’iscrizione nelle liste elettorali una apposita richiesta.

Tale documento (scaricabile qui) può essere inviato per posta, telefax, posta elettronica anche non certificata, oppure fatto pervenire a mano al Comune anche da persona diversa dall’interessato (nel sito www.indicepa.gov.it sono reperibili gli indirizzi di posta elettronica certificata dei comuni italiani).

Per quanto riguarda il Comune di Torino:

Posta Elettronica Certificata: servizi.civici@cert.comune.torino.it

Posta Elettronica normale: elettorale@comune.torino.it

La dichiarazione, redatta su carta libera e obbligatoriamente corredata di copia di documento d’identità valido dell’elettore e firma in originale deve in ogni caso contenere l’indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale, l’indicazione dell’Ufficio consolare competente per territorio e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’ammissione al voto per corrispondenza (vale a dire che ci si trova – per motivi di lavoro, studio o cure mediche – in un Paese estero in cui non si è anagraficamente residenti per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento del referendum; oppure, che si è familiare convivente di un cittadino che si trova nelle predette condizioni).