Caro Direttore,

ho letto con molto interesse le considerazioni di Pezzetto e Giacoletto, due amministratori che stimo per la capacità e l’attenzione ai cittadini che dimostrano quotidianamente con impegno e sacrificio. E per la franchezza nel porre le questioni e superare le barriere ideologiche e di partito, come in questa occasione.

Condivido con loro l’analisi sulla difficoltà che ha il Canavese ad imporre le priorità necessarie al suo sviluppo sui tavoli che contano. Tuttavia penso che le nostre difficoltà derivino principalmente dalla mancanza di una condivisione forte, da parte del nostro territorio, delle priorità strategiche su cui spendere il nostro impegno.

Infatti non mancano al nostro territorio relazioni e rappresentanti forti. Penso, in casa PD, al capace Alberto Avetta, ora presidente Anci, prima vicepresidente della Provincia e della Città Metropolitana, verosimilmente prossimo europarlamentare; a Gianna Pentenero, un modello per le donne impegnate in politica, assessore “forte” della giunta Regionale; a Davide Gariglio, torinese certo, ma che ha tradizionalmente fatto del Canavese e del suo rapporto con gli amministratori canavesani (tra cui lo stesso Pezzetto) quello zoccolo duro che gli ha permesso di diventare capogruppo in Regione e segretario regionale del PD. Ed infine, con la necessaria modestia, a me che, pure arrivata in Parlamento per un movimento di carattere generazionale interno al partito, ho mosso i miei primi passi come amministratrice di un piccolo comune come Barbania. Uno di quei piccoli comuni virtuosi che costituiscono, al netto dei grandi centri come Cuorgnè, Castellamonte, Rivarolo e Ivrea, la vera natura profonda e caratterizzante del nostro territorio.

Tuttavia noi abbiamo chiaro in mente quali sono le battaglie che, al di là degli interessi particolari, sono vitali per lo sviluppo del nostro territorio? Mi sento di poter dire che servano una riflessione e una condivisione approfondite ed è per questo che ho promosso il percorso del Piano di Sviluppo del Canavese, uno strumento di programmazione negoziata condiviso tra le forze economiche e sociali e politiche e amministrative del territorio, incardinato su cinque assi tematici – Industria e attività produttive, Infrastrutture e trasporti, Formazione e istruzione, Turismo cultura e sport, Sanità e welfare – costruito per individuare e realizzare le priorità per il Canavese portando il territorio a “fare squadra” parlando con una voce sola.

Non vorrei però dare l’impressione di voler eludere le questioni o di volerle rinviare sine die, parliamo dunque di alcune cose concrete.

Penso alla questione fallimento ASA. Siamo d’accordo che il tema numero 1 della Regione e dell’ANCI nell’interlocuzione con il Governo debba essere la richiesta di deroga al patto di stabilità per i Comuni che devono pagare i debiti del fallimento?

Penso alla storia infinita della 460. Siamo d’accordo che si tratti dell’infrastruttura decisiva per lo sviluppo economico del nostro territorio e per la sicurezza dei nostri centri abitati?

Penso alla candidatura di Ivrea, città industriale del XX secolo alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco, siamo tutti d’accordo che sia una importante opportunità per tutto il territorio, anche al di fuori dei confini eporediesi, e che serva un’azione condivisa e coesa con il coinvolgimento di tutti per sostenerla?

Siamo pronti a una grande mobilitazione senza distinzioni di colore politico per chiedere a chi già a vario titolo e nelle diverse istituzioni già rappresenta il Canavese un impegno vero e tangibile su questi due temi?

Io ci sono.

Francesca Bonomo

(deputato della Repubblica pro tempore – Barbaniese senza scadenza)