Il 12 aprile è una data storica: la Camera approva la riforma costituzionale. L’ultimo passaggio parlamentare di un lungo lavoro di studio, confronto e dibattito su una riforma attesa da anni, su cui ora gli italiani avranno l’ultima parola, con il referendum previsto per ottobre.
Sarà nostro compito cercare di stimolare i territori a creare un vero confronto su queste tematiche, sicuramente attraverso la formazione dei comitati per il SI, ma anche estendendo il confronto all’esterno del partito, perché non essendoci quorum la sfida vera sarà quella di coinvolgere i cittadini ad approfondire il tema affinché si voti in maniera consapevole.
Cosa rientra nella riforma:
Superamento del bicameralismo paritario, sistema che anche per quanto riguarda la mia esperienza personale ha creato nel passato numerose complicazioni nel processo legislativo. La procedura attuale spesso infatti non aiuta il confronto ma blocca invece la discussione costruttiva. Questo provvedimento porterà anche alla riduzione del numero dei parlamentari, per evitare sovrapposizioni e spreco di tempo e denaro. Senza dimenticare che sulle scelte fondamentali, come l’elezione del Presidente della Repubblica o le riforme della Costituzione, restano le maggioranze qualificate e il ruolo delle due camere.
Come ha detto in Aula il Presidente Renzi, citando Calamandrei, stiamo finalmente procedendo verso un modello di “democrazia decidente” (qui il suo intervento in Aula, non vi nascondo che sentivo tutta l’emozione di un passaggio così importante)
Da oggi inizieremo a lavorare per stimolare la riflessione in vista del referendum popolare e spero che riusciremo a rendere questo confronto un momento di alta democrazia e non una mera contrapposizione politica per delegittimare “l’avversario”. Qual’è il voto sulla nostra Costituzione. Il Partito Democratico è pronto al confronto con la forza delle idee, per ricostruire un vero rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
Ecco le principali novità contenute nel testo che modifica diversi articoli della seconda parte della Costituzione.
Fine del bicameralismo paritario. Una sola Camera, quella dei deputati, darà la fiducia al Governo e, salvo alcune materie, svolgerà la funzione legislativa esclusiva. Il Senato sarà più snello e avrà competenze solo su leggi costituzionali, leggi sugli Enti locali e trattati internazionali.
Iter legislativo semplificato. L’iter di approvazione di una legge avrà tempi certi e ridotti. Meno decreti legge e priorità ai disegni di legge del Governo considerati essenziali per attuare il programma.
Il nuovo Senato sarà composto da 100 senatori (contro i 315 attuali), di cui 95 eletti e 5 nominati dal Presidente della repubblica. Tra i 95 senatori eletti, 74 saranno votati da parte dei consiglieri regionali e delle province autonome, tra i consiglieri stessi; mentre 21 saranno votati, sempre dai consiglieri regionali e delle province autonome, trai i sindaci. I 100 senatori non avranno indennità.
Nuovo rapporto tra Stato e Regioni, soprattutto per quanto riguarda le rispettive competenze legislative. L’autonomia delle Regioni sarà legata alla correttezza dei bilanci: sarà maggiore per quelle con i conti a posto mentre in caso di accertato grave dissesto finanziario, Regioni ed enti locali potranno essere commissariati dallo Stato centrale.
Aboliti Cnel e Province. Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro e le Provincie vengono definitivamente cancellati dalla carta costituzionale.
Novità sui referendum. Modificati i quorum di validità del voto per i referendum abrogativi: il quorum resta la maggioranza degli aventi diritto se la proposta di abrogazione è presentata da 500.000 firme, mentre scende alla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei Deputati se la proposta è presentata da 800.000 firme. Introdotta anche la possibilità di indire referendum popolari propositivi e d’indirizzo e altre forme di consultazione popolari oggi non previsti costituzionalmente. La legge ne indicherà poi i metodi concreti di attuazione.
Leggi di iniziativa popolare. I regolamenti parlamentari dovranno garantire forme e tempi certi sia della discussione che della deliberazione sulle proposte di legge di iniziativa popolare, che dovranno essere presentate da 150.000 elettori.
Vincolo di trasparenza in costituzione. Inserito nell’articolo 97 della Costituzione l’obbligo di assicurare il buon andamento, l’imparzialità e la trasparenza dell’amministrazione.
Elezione Presidente della Repubblica. Modificato il quorum per la sua elezione: è richiesta la maggioranza dei due/terzi del parlamento in seduta comune (ma senza i delegati regionali) nei primi tre scrutini, dei tre/quinti dal quarto al sesto scrutinio e la maggioranza dei tre/quinti dei votanti dal settimo scrutinio in poi.
Corte Costituzionale. Introdotto il giudizio preventivo di costituzionalità per le leggi elettorali e modificata la modalità di nomina dei giudici costituzionali: tre saranno eletti dalla Camera e due dal Senato.
Tagli ai costi della politica. Eliminati i rimborsi pubblici ai gruppi politici regionali e stabilito un tetto agli stipendi di Presidenti e consiglieri regionali, che dovranno essere pari o inferiori a quello dei sindaci dei Comuni capoluogo di Regione.
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