I piccoli comuni (paesi con meno di 5 mila abitanti), sono ben 5.585 sul nostro territorio nazionale, pari al 70% del totale e che contano insieme più di 10 milioni di abitanti. Ben 1.067 di questi si trovano nella nostra regione, prima in Italia per numero, e la Provincia di Torino ha in particolare un’altissima presenza di piccole amministrazioni da valorizzare. Mi sento tra l’altro particolarmente vicina a queste realtà in quanto la mia esperienza politica è proprio iniziata come Consigliera Comunale di un piccolo paese di 1600 residenti, Barbania.

Recentemente abbiamo dunque intrapreso un percorso di interesse nazionale al fine di arginare il fenomeno di impoverimento delle piccole realtà, causato dalla caduta demografica e dalla carenza di servizi, che spesso ha portato all’abbandono dei territori e allo spopolamento di aree rurali che hanno a lungo costituito l’ossatura del nostro paese. Al fine di invertire la rotta abbiamo approvato alla Camera la Legge sui piccoli comuni, fortemente sostenuta da tutto il Partito Democratico, con la quale si è previsto l’istituzione di un Fondo per lo sviluppo attraverso investimenti per l’ambiente, per i beni culturali, per contrastare il rischio idrogeologico, per la riqualificazione dei centri storici e la messa in sicurezza di edifici pubblici.

Tutti questi interventi dovranno contribuire a rendere nuovamente appetibile la possibilità di scegliere di vivere la propria vita, farsi una famiglia e di invecchiare in un piccolo borgo, con tutti i vantaggi presenti rispetto ad una grande città.

In concreto sono stati stanziati 100 milioni di euro dal 2017 al 2023, con una dotazione di 10 milioni di euro il primo anno e di 15 milioni di euro per gli anni successivi. Il loro utilizzo sarà regolato da un Piano nazionale sulla riqualificazione dei piccoli Comuni, con un elenco di interventi prioritari, quali la manutenzione del territorio, la messa in sicurezza e la riqualificazione delle infrastrutture e degli edifici pubblici, l’efficienza energetica delle fonti rinnovabili, il recupero dei centri storici e dei beni culturali, storici, e artistici.

In particolare sono interessantissime le misure a tutela degli uffici postali, a difesa delle sedi scolastiche pubbliche, alla promozione e commercializzazione di prodotti agroalimentari tradizionali.

È indispensabile che le istituzioni dello Stato siano più vicine ai territori ed è altrettanto indispensabile che le amministrazioni acquistino più credibilità e autorevolezza agli occhi dei cittadini. Questo potrà realizzarsi solo attraverso la costituzionalizzazione di un modello giuridico ed economico che valorizzi le specificità delle piccole realtà, da poter compiere attraverso il percorso riformatore che abbiamo intrapreso.

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